Il Presidente, il vicepresidente e il Consiglio direttivo dell’Istituto di Bibliografia Musicale partecipano con grande dolore al mondo degli Studi musicologici, bibliografico-musicali e umanistici, e a tutti gli amici ed estimatori la scomparsa del loro Collega, amico e membro del Comitato scientifico Saverio Franchi. Lo ricorderanno sempre con affetto e gratitudine per la sua presenza umana e di studioso nella vita scientifica dell’Ibimus e per aver condotto a termine progetti di rilievo internazionale, che rimarranno nella storia.

Grazie Saverio, resterai sempre nei nostri pensieri, nel nostro cuore.

Saverio Franchi in memoriam

Saverio Franchi, nato a Teramo il 7 novembre 1942 e morto il 3 aprile 2014 a Roma, città di cui si considerava “non solo cittadino ma ideale figlio”, ha seguito studi musicali (pianoforte, clavicembalo, composizione) e nel contempo studi universitari, laureandosi in Lettere (con il massimo dei voti e la lode) nonché in Scienze Statistiche e Demografiche presso l'Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 1974 al 2006 è stato docente di Storia della Musica e di Storia ed Estetica musicale presso il Conservatorio statale di Perugia; dal 2006 alla pensione (nov. 2010) è stato docente delle stesse discipline presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Membro del Consiglio Accademico a Perugia, istituito nel 2004 (fino al 2006), ed a Roma (dal 2006 al 2010), svolgendo importanti incarichi assegnatigli da quel collegio. Sempre nel Conservatorio “Santa Cecilia” ha promosso e realizzato la costituzione del Dipartimento storico-musicologico, del quale è stato coordinatore fino alla pensione.

Accanto all'attività svolta nei Conservatori, dal 2002 al 2007 è stato docente a contratto di Organologia e di Estetica musicale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia e dal 2009 al 2012 docente a contratto di Bibliografia presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archivistici e Librari dell'Università “La Sapienza” di Roma. Ivi ha dovuto lasciare l'insegnamento nel 2012 per motivi di salute.

Rivolto allo studio della musica, del teatro e dell'editoria dei secoli XVI-XVIII nell'ambito romano e dell'antico Stato della Chiesa, ha fondato e diretto dal 1965 al 1979 l'Accademia Barocca di Roma, con la quale ha curato la realizzazione di stagioni di opere antiche e di concerti in varie regioni italiane, in particolare fondando il Festival Barocco di Viterbo, ai cui programmi ha chiamato a partecipare solisti e complessi di fama internazionale. Del Festival di Viterbo è stato ancora consulente musicologico dal 1999 al 2003 e vi ha curato la revisione e la prima esecuzione moderna di melodrammi, oratori e altre composizioni di Alessandro Stradella, Jacopo e Alessandro Melani, Antonio Caldara, Baldassarre Galuppi, Domenico Cimarosa; ha curato le prime riprese moderne o le versioni ritmiche italiane di numerosi capolavori musicali, da cantate di Haendel a sonate di Benedetto Micheli e C.Ph.E. Bach, da Die Zwillingsbrüder (I gemelli) di Schubert a Trouble in Tahiti di Bernstein. Per l'Istituto Italiano per la Storia della Musica ha curato l'edizione critica dell'oratorio di Alessandro Scarlatti Il giardino di rose, con il quale si è inaugurata la stagione da camera 2005 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia (dir. Alan Curtis).

Per molti anni è stato vicepresidente dell'IBIMUS (Istituto di Bibliografia Musicale, con sede all'interno della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma), essendone eletto presidente nel 2011, incarico cui per le predette ragioni di salute ha dovuto rinunciare nell'estate 2012. Ha fatto parte del Comitato Scientifico che promuove e dirige l'attività dell'IBIMUS in campo editoriale, più volte premiata dai competenti uffici del Presidente della Repubblica. Dirige la collana editoriale “Colloquia” dell'IBIMUS. Vicepresidente della Fondazione Italiana per la Musica Antica (FIMA) ha fatto inoltre parte di numerose istituzioni culturali, tra cui la Società Romana di Storia Patria, la Deputazione di Storia Patria dell'Umbria, la Società Italiana di Musicologia, l'Accademia d'Arcadia.

Tra le sue pubblicazioni (oltre quattrocento tra libri, saggi, articoli, voci di dizionari), gli otto volumi riguardanti il teatro, l'oratorio e l'editoria musicale dei secoli XVI-XVIII a Roma e nello Stato della Chiesa hanno ricevuto numerose e lusinghiere recensioni su riviste musicali e culturali italiane e straniere d'alto prestigio, e sono ritenuti di fondamentale importanza dalle istituzioni e dai massimi studiosi italiani, europei e americani. Il volume sugli antichi liutai a Roma ha vinto un premio nazionale (Premio Lumbroso).

Un sintetico profilo della sua attività è contenuto nelle voci dedicategli nell'ultima edizione del New Grove Dictionary of Music and Musicians (London, MacMillan, 2001) e nel Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (Torino, UTET, 2004).

Roma, giugno 2014